20 aprile 2012

Gli apprendisti stregoni (1)

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Nell’omonima ballata di Goethe uno stregone si assenta dall’ufficio lasciandovi uno sguattero che deve fare le pulizie. Questi prova a fare una magia che gli consenta di far lavorare la scopa al posto suo. Però la scopa comincia ad allagare i pavimenti, allora l’apprendista stregone comincia a rompere la scopa in tanti pezzi, col solo risultato di moltiplicare le scope che fanno disastri e si rende conto di non poter controllare quello che ha combinato.
E veniamo a Casini e alla sua ambizione di fare di nuovo la DC e di comandare lui. Era il portaborse di Forlani e per quanto negli anni si sia agitato non ha mai combinato niente: destinato ad alzare un sasso e a lasciarselo cadere sui piedi. Ora vuole mettere insieme un gruppo di “personalità” per fare il PARTITO DELLA NAZIONE. Lui, novello apprendista stregone, è convinte che i partiti si fanno così, come un’operazione d’ingegneria e non con un processo popolare intorno a idee e bisogni del popolo.
E va bene. Vieni avanti piccolo stregoncello!

25 marzo 2012

La finestra sul cortile, ovvero una donna per due.

Comincia a piovere, esco sul balcone a raccogliere i panni. Non voglio doverli rilavare: l’acqua che viene dal cielo mica è pulita come pensano le mie vicine.

Lo pensano tutte tranne una, una ragazza bruna, sui 35, al mattino apre la finestra e la vedo fare i lavori di casa o annaffiare le piante oppure lavare panni.

E’ pomeriggio, esce anche lei sul balcone a raccogliere i panni stesi, ha una vestaglietta leggera che ogni tanto le si apre sul davanti lasciando intravedere qualche nudità e come le ragazze oggi abbiano dichiarato guerra ai peli “superflui” (effetto della pornografia?). La segue un po’ più indietro un giovane uomo, completamente nudo, col pendaglio non ancora completamente ammosciato. L’afferra per un braccio e cerca di tirarla dentro, ma lei si divincola con decisione. Prima il dovere poi il piacere, si gira e gli sorride.

Dopo qualche tempo si affaccia al piano di sopra e cerca anche lì di ritirare i panni. E’ rossa in viso, sembra accaldata, stravolta. La pioggia aumenta, sono grosse gocce, violente con un forte vento. Temporale estivo ormai, come se ne vedono in montagna d’estate e senti l’odore della polvere bagnata. Quasi quasi mette allegria. Sai di essere all’asciutto e che tra poco finirà e magari potrai vedere l’arcobaleno. Pensi che è bella l’estate che avanza, quando tutto fiorisce e senti spingere gli ormoni lungo tutto il corpo.

Dietro di lei si affaccia un uomo, questa volta vestito con una tuta, le cinge le spalle con un braccio, ma non è lo stesso uomo del piano di sotto.

18 marzo 2012

Cuore di padrone

Il prof. Monti, presidente dl consiglio protempore, ha detto cose al convegno di Confindustria che meritano di essere notate.

Parlando di Marchionne e della FIAT ha detto che essa ha il diritto e il dovere di investire il proprio denaro dove vuole nel mondo, dove è più conveniente, senza alcun riguardo per l’Italia.

Ora Monti sa che la FIAT è cresciuta coi soldi dei contribuenti pubblici e soprattutto lucrando sul sudore degli operai.

Non c’è bisogno di far ricorso alla teoria del plusvalore di Marx per capire che la ricchezza la producono i lavoratori e che una parte del frutto del loro lavoro va ad ingrassare il capitale. Però secondo il bocconiano Monti la FIAT merita rispetto e può portare gli investimenti dove vuole. Perché prima del sangue di chi lavora contano gli interessi degli azionisti.

Qualche spiritoso di bocca buona sostiene che il capitale e il lavoro sono entrambi necessari alla produzione della ricchezza. Però costoro non si chiedono da dove sia uscito il capitale e lo considerano un apriori, come qualcosa che venga dalle stelle. In realtà si tratta di lavoro accumulato e spesso di ruberie.

Direi che alla fine questi bocconiani o sono degli ignoranti o hanno una bella faccia tosta.

3 marzo 2012

NO TUTTO versus Pecorelle

Ci sono quelli che si oppongono comunque, a tutto, sopratutto quando non c’è da pagare un prezzo per le proprie scelte o magari ci si guadagna qualcosa. Che so, un’offerta di entrare in lista alle elezioni, qualche passaggio in tv. Tutto è meglio che lavorare e fare seriamente il proprio dovere. 

Ce ne sarebbero delle cose serie a cui opporsi, come farsi carico della condizione di chi vive di stenti, oppure non riesce a ritagliarsi un posto decente nella vita. Opporsi per esempio alle diseguaglianze sociali, vergognose per una società civile e solidale.

Altra cosa è dire in questo territorio ci abito io e solo io posso deciderne cosa farne. Che sia o no contro l’interesse nazionale non interessa, che solo il mio importa. E così l’Italia è degli italiani e gli altri non ci possono venire a guadagnarsi un pezzo di pane. Solo noi abbiamo diritto di campare. Noi siamo italiani, e gli altri no. E la valle di Susa? Quella è dei valligiani che la abitano e il Parlamento non può decidere nulla sulle infrastrutture che riguardano in parte questa valle. La TAV si è fatta dappertutto senza problemi, solo qui si fa casino.

E dall’altra parte ci sono quelli che difendono l’ordine pubblico al servizio del governo: le pecorelle.

Certo, le pecorelle difendono un ordine di cui non sanno nulla, lo fanno perché ritengono che quello è il loro dovere. Perché hanno “scelto” di fare quel lavoro: servire lo Stato, a prescindere. Albert Camus ebbe a dire: “Può darsi che i magistrati siano necessari, ma io non capirò mai perché uno debba scegliere di farlo”. Ma qui il discorso ci porterebbe lontano.

Alla fine, nella questione della TAV, come in altre questioni di questo tipo, in cui i poteri democratici si sono pronunciati, dopo una lunghissima discussione, il problema è se si debba sempre cedere alle prepotenze di chi ritiene di possedere dei diritti contro l’interesse nazionale.

Uno Stato che cedesse alla violenza non avrebbe nessun diritto di esistere, perciò la violenza va repressa senza pietà. Vanno repressi non tanto i valligiani, che poi non tutti sono sulle stesse posizioni, ma i “rivoluzionari di professione” quelli che passano dalla Val di Susa alla Grecia, ovunque ci sia da fare casino.

29 febbraio 2012

Europa tedesca? No grazie.

Quando ci fu l’unificazione tedesca, il presidente del parlamento israeliano commento: “Gli assassini dell’ovest si sono uniti a quelli dell’est”.

Ci furono grandi resistenze in Europa e nel mondo a quel processo, gli USA erano favorevoli invece, mentre Mitterand accettò l’unificazione a condizione che la Germania fosse integrata nel processo europeo.

A distanza di tanti anni ci ritroviamo con una dirigenza tedesca mediocre, ottusa, impiccata a numeri senza senso: 60% il tetto al debito, 3% il tetto al deficit di bilancio etc. Tutti numeri che prescinde dalla condizioni reali dei popoli.

E comandano loro, nessuno capisce perché, ma è così. Tutta l’Europa subalterna ad un paese ancora terrorizzato dalla grande inflazione degli anni ’20 che porto al potere Hitler.

E impongono pesanti comportamenti di austerità a chi sfora dai numeri magici. In questo modo si provoca recessione, disoccupazione e un avvitamento da cui non si uscirà mai. Basta guardare quello che è successo in Grecia, un paese di 10 milioni di abitanti su un’Europa di 400 milioni di abitanti e bisogna affamarli senza pietà.

Potremmo uscirne, la risposta è l’unità politica degli europei, un parlamento, un governo, una banca centrale istituzioni comunitarie etc. Ma questo non si può fare per l’egoismo degli stati, Germania e Francia prima di tutti.

Non ne usciremo se i cittadini, non una classe politica europea meschina, prenderanno coscienza che nessuno si salva da solo.

20 febbraio 2012

Il ruggito del coniglio.

Il governo sta trattando coi sindacati la modifica delle regole sul mercato del lavoro.

Ogni tanto qualche ministro dice che la riforma si farà lo stesso anche senza l’accordo dei sindacati.

Lo sanno che non è così, che la loro sopravvivenza dipende dal Parlamento, in cui i sindacati hanno riferimenti importanti, sopratutto nel centro sinistra.

Si sentono in dovere di fare la faccia feroce per accontentare i mercati, la Merkel e qualche altropescecane in giro per il mondo.

Diciamolo, lo stile di questo governo è diverso, più dignitoso rispetto a quello precedente. Ma le differenze finiscono lì. Per il resto anche questi sono degli arroganti e degli sprovveduti, lontani anni luce dai problemi del popolo.

Prima se ne vanno, meglio è.

14 febbraio 2012

Pizza ipocalorica (una persona)

 

150g di farina, 100g di acqua, 10g di lievito fresco, un cucchiaino di zucchero e due di sale.

Impastare e far lievitare due ore.

Poi stendere la pizza in una teglia ben unta quindi aggiungere il pomodoro. Scaldare il forno a 200 gradi e far cuocere per 20 minuti. Se si vuole aggiungere la mozzarella si aggiunga verso la fine della cottura.

Senza mozzarella sono 600 calorie. Con 100g di mozzarella di vacca aggiunta si arriva a 820 calorie. Se la mozzarella e’ di bufala si arriva a 900 calorie. 

13 febbraio 2012

Sensibili o emotive?

La leggenda vuole che le donne siano più sensibili degli uomini. Forse si confonde sensibilità e lacrime, le quali sono in realtà il frutto di emotività ed educazione. La sensibilità è altro, è entrare in sintonia profonda con i propri simili e con le cose del mondo. E’ una provocazione, ma il paradigma è la Fornero che sparge qualche lacrimuccia mentre massacra i pensionati. Sensibilità? Si, quella del coccodrillo 🙂

5 febbraio 2012

I won!

Avevo lasciato lì il file del morituro Splinder, per pigrizia, e ora ho provato a trasmigrare qui e pare con grande successo. Una gran botta di culo, direi. 

Vedremo se riusciremo ad alimentarlo. Non sarà facile, ‘che ormai FB ha completamente ammazzato i blog.

Proviamo.

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10 dicembre 2011

Post di prova

Non ci capisco un cazzo in questa piatta….forma 😉